Bologna Cultura

Comune di Bologna

Gli effetti del lockdown

Gli effetti del lockdown sul territorio del Comune di Bologna sono evidenti e i danni enormi, nonostante alcuni soggetti abbiano reagito rendendo il patrimonio culturale e le proprie attività parzialmente accessibili attraverso piattaforme digitali. 

Il Dipartimento Cultura del Comune ha rilevato, per quanto possibile con i dati a disposizione, il trend relativo agli ultimi tre anni in alcuni ambiti (teatri, musica dal vivo, cinema e musei), confrontando i numeri del settore nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese dei due anni precedenti.

Nei teatri di Bologna a marzo 2018 si erano svolti 108 spettacoli, a marzo 2019 ben 138, con un aumento del +28% rispetto all’anno precedente, indicando grande vitalità di un sistema culturale in cui l’offerta ha visto negli ultimi anni un costante aumento. A marzo 2020 non si è svolto alcuno spettacolo. Tra gli spettacoli annullati spiccano due festival di livello internazionale: “Vie” della Fondazione ERT, che avrebbe dovuto svolgersi dal 24 febbraio al 1 marzo 2020, e “Visioni di futuro, visioni di teatro” del Teatro Testoni ragazzi, che avrebbe dovuto svolgersi dal 28 febbraio all’8 marzo 2020.

Inoltre, al netto di quelli che si sono tenuti nei teatri, risulta che a Bologna a marzo 2018 si erano svolti 78 eventi musicali e a marzo 2019 ben 106, con un aumento del +26% in un anno. Anche in questo caso il numero si è ridotto a zero nel marzo 2020. Tra gli eventi cancellati a causa dell'emergenza sanitaria anche grandi concerti con star internazionali previsti all'Unipol Arena, come Carlos Santana e Ozzy Osbourne.

I dati annuali Cinetel di Bologna indicano nel 2018 a Bologna 1.353.309 presenze nei cinema, salite a 1.438.029 nel 2019, con un aumento del 6,3%; gli incassi 2018 erano stati 8.848.708 Euro e quelli 2019 9.611.070, con un aumento del 8,6%. I numeri del 2020 non sono ancora disponibili, ma è inevitabile che sarà registrato un calo importante.

La perdita mensile di visitatori e presenze nei musei è stimabile in circa 65-70mila utenti; nei mesi di marzo dei due anni precedenti, infatti, gli utenti erano stati circa 69.500 (nel 2018) e 68.400 (nel 2019), seppure con una differente proporzione tra visitatori e presenze. Nello stesso mese di marzo 2020 (ovvero nell’unica settimana di riapertura dal 2 al 7) gli utenti, comunque frenati dalla situazione sanitaria, si sono fermati a meno di 2.000.

I numeri relativi agli accessi alle biblioteche dell’Istituzione e alla fruizione dei relativi servizi evidenziano un forte calo. Relativamente al mese di marzo degli anni 2018, 2019 e 2020, i prestiti fisici sono calati da circa 80mila a 20mila, calo a cui va aggiunto ovviamente quello del mese di aprile (chiusura totale) e di maggio (probabile riapertura, con misure di sicurezza sanitaria, nella seconda parte del mese). Per riflesso, sono aumentati i servizi digitali, quasi triplicati rispetto allo stesso mese degli anni precedenti, un incremento molto rilevante che evidenzia come il lockdown abbia spinto molti a fare ricorso a questa modalità di prestito e lettura, ma che compensa solo in piccola parte il calo dei prestiti fisici in termini assoluti.

Documento completo e aggiornato » "L’emergenza COVID-19 e le sue ricadute sul comparto culturale e creativo

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